rondini

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S.Todeschini - colori a 3° fuoco su porcellana - 1990

lunedì 23 luglio 2012

Torniella


Torniella da decorazione


E' la sorellina minore del tornio, rispetto al quale è più piccola e leggera, meno costosa ed ingombrante, più semplice da usare e più versatile

Quando sentono la parola tornio molti pensano, per associazione d'idee, al vasaio, l'artigiano che modella l'argilla per ricavarne vasi e ciotole. Però la torniella, anche se del tornio conserva la forma e il meccanismo d'azione, non è impiegata nella lavorazione dell'argilla, bensì in una fase successiva, quella della decorazione del pezzo finito.
Essa infatti può essere usata per la filettatura, perchè permette di far girare il pezzo con un movimento regolare e senza sbalzi, inoltre è utile anche quando si devono dipingere oggetti di grosse dimensioni, quelli che, a causa dell'ingombro e del peso, non possono essere tenuti in mano durante la decorazione.
Esistono molti tipi di tornielle, dalle più semplici ed economiche, adatte anche agli hobbisti, fino a quelle più complesse e costose che sono di solito retaggio dei decoratori professionisti.
Ecco una torniella in materiale plastico che può essere sostituita, se ne avete già uno in casa, dal supporto girevole che si usa per la TV:

Torniella in materiale plastico

Una classica torniella in alluminio, che ha sulla base deifori per permettere di ancorarla con delle viti al piano di lavoro:
Torniella in alluminio

Un'altra torniella che può essere fissata al piano del tavolo con unmorsetto:

Torniella da fissare con morsetto

Questa torniella da tavolo è dotata di una staffa per appoggiare il braccio durante la filettatura:
Torniella con staffa d'appoggio

Esistono anche delle tornielle professionali a colonna, alcune delle quali sono dotate di un supporto per il fissaggio dei piatti da decorare:
Tornielle professionali a colonna

Ecco l'accessorio che serve per tenere in posizione i vasi e un esempio di piatto in fase di filettatura:

© Rossana Radaelli-

Lezione d'equilibrismo


Lezione d'equilibrismo

Quando l'oggetto da dipingere ha forma complessa o dimensioni al di fuori degli standard il decoratore è costretto a vere e proprie evoluzioni in punta di pennello...

Se dipingere un piatto non presenta particolari difficoltà, nemmeno per un principiante, la situazione si complica quando ci si appresta a decorare un vaso, soprattutto se di grosse dimensioni, oppure una scatolina dai bordi non pianeggianti o anche le piastrine in porcellana per gioielleria: tutti oggetti che non si possono maneggiare tanto agevolmente!
Vediamo allora come si possono trattare anche questi pezzi "difficili" in modo da renderne più semplice la decorazione.

Per i vasi e, in generale, per tutti gli oggetti cavi il trucco c'è e consiste nell'impugnare il pezzo dall'interno anzichè dall'esterno, infilando la mano destinata al sostegno direttamente dentro il vaso, se questo è di dimensioni medie, oppure aiutandosi con un supporto improvvisato da infilare nell'imboccatura se il vaso è più piccolo: potremmo usare un cucchiaio da cucina portato allo spessore giusto con qualche giro di Scottex.

I vasi di grandi dimensioni diventano troppo pesanti da sostenere con la mano: è opportuno in questi casi ricorrere alla torniella o, meglio ancora, a quei supporti girevoli usati come appoggio per gli apparecchi televisivi che hanno uno spessore di pochi centimetri e permettono di limitare l'altezza già elevata dell'oggetto.

Se poi vi riesce difficoltoso lavorare in verticale con il braccio a mezz'aria potete ricorrere ad un appoggio: qualche grosso libro impilato può essere sufficiente per i vasi medio alti, mentre per quelli più voluminosi basterà darsi un'occhiata in giro per scoprire che avete già in casa qualcosa di adatto: un fustino di detersivo, un portaombrelli, un seggiolino da spiaggia pieghevole.....sono solo alcuni dei sostegni che mi è capitato d'improvvisare!

I puristi della decorazione staranno già inorridendo ma.....perchè formalizzarsi se abbiamo trovato una soluzione pratica e comoda al problema?! ;-)

© Rossana Radaelli-

Disegnare con il pennino


S.Todeschini - colori a 3° fuoco su porcellana - 1993


Disegnare con il pennino

Molti dei più bei decori su porcellana sono eseguiti a pennino e successivamente colorati a pennello: direi che è un buon motivo per apprendere tutti i segreti di questa tecnica!

Per l'esecuzione di un buon lavoro a delineo sono necessari solo tre strumenti: la cannuccia col pennino, che trovate in cartoleria, il delineo, un ichiostro speciale ottenuto dal colore in polvere mescolato con il medium, che trovate in colorificio e.....un po' di pazienza, che dovrete necessariamente ricercare all'interno di voi stessi!
Fra tutte le tecniche di decorazione della porcellana questa è infatti quella che richiede maggior concentrazione ed esercizio, però bisogna anche riconoscere che ripaga il più delle volte lo sforzo con il risultato, cosa che non sempre succede con altre tecniche apparentemente meno impegnative...
Il segreto principale che sta alla base di un lavoro perfetto è sicuramente quello di avere una mano ben ferma nel tracciare il disegno, ma è una dote che si può acquisire con il tempo e con un po' di allenamento.

Un altro fattore condizionante è la fluidità del delineo: se il delineo è troppo liquido il pennino scivola sulla porcellana e lascia un tratto sbiadito; se invece il delineo è troppo denso il pennino non scorre, il tratto è grossolano e discontinuo.

Infine il risultato è subordinato anche al modo in cui viene fatta la ricarica del colore sul pennino: una ricarica incompleta costringe infatti a continue interruzioni per il rifornimento così che l'armoniosità del disegno potrebbe risentirne.

Non scoraggiatevi però: bastano un minimo di attenzione, qualche accorgimento e, come già detto, un po' di pazienza per intraprendere una tecnica che vi darà sicuramente molte soddisfazioni.

Rossana Radaelli

disegnare sulla porcellana



Prima di tutto un consiglio: non disegnate direttamente sulla porcellana! Anche se siete molto bravi nel disegno a mano libera è preferibile fare uno schizzo preparatorio su carta per alcuni buoni motivi:



-La matita vetrografica aderisce a fatica sulla superficie della porcellana e la sua resa non è la stessa degli altri supporti ai quali siete abituati (è vero che si potrebbe usare un pennarello ma il disegno così ottenuto è molto delicato e si rovina facilmente).
-Si può modificare l'immagine originale, semplificandola e sfrondandola dei particolari non strettamente necessari.
-E' possibile riprodurre lo stesso decoro su svariati oggetti e ciò si rivela molto utile nel caso della decorazione di servizi di piatti o di set di coordinati.
-I modelli su carta, se tenuti in un apposito archivio, possono essere conservati e riutilizzati anche a distanza di tempo.

Materiale necessario
-Carta da lucido, cioè quella carta semitrasparente, venduta in fogli singoli o confezionata in album, reperibile in cartoleria, in colorificio e nel reparto cancelleria dei supermercati.
-Pennarello indelebile a punta sottile preferibilmente di colore blu (vi spiegherò poi il perchè...)

Metodo
1) Prendiamo il foglio di carta da lucido e ritagliamone una porzione di misura e forma analoghe alla zona da decorare. L'esempio più semplice potrebbe essere quello di un piatto rotondo: in tal caso dobbiamo ritagliare un cerchio di diametro uguale a quello del piatto.
2) Appoggiamo la carta così ritagliata sul disegno da copiare e ricalcalchiamolo con il pennarello. Tutto qui!
Rossana Sanelli



L'impasto del colore


L'impasto del colore nelle tecniche tradizionali

Un colore preparato male può arrivare a compromettere la riuscita del decoro...mettiamo molta cura, dunque, nell'effettuare questa operazione!

Una delle maggiori difficoltà che deve affrontare chi si accosta alla pittura su porcellana, soprattutto se proviene da esperienze artistiche in altri settori, è quella di adattarsi al fai da te nella preparazione dei colori. Sono stati scritti molti libri sull'argomento e si possono frequentare i corsi pratici tenuti da bravi artigiani però..... un dato è certo: bisogna rassegnarsi all'evidenza che il dosaggio di polveri e medium è sempre e comunque fatto ad occhio ed occorre un po' d'esperienza per imparare a farlo bene! Avete presente l'oscura sigla q.b. (usata come abbreviazione di quanto basta) che tanto spesso s'incontra leggendo le ricette di cucina? Ebbene la ritroverete altrettanto di frequente sulle pagine di questa guida... ;-)
Vediamo innanzitutto i materiali necessari:

- colori in polvere da terzo fuoco
- essenza grassa
- essenza di lavanda
- essenza di trementina
- una piastrella bianca ed una spatola

Ed ora il procedimento:

1) Con la spatola prelevate il colore in polvere dal contenitore e ponetelo sulla piastrella....la quantità? Naturalmente q.b. all'esecuzione del decoro (vi avevo avvertito!). Scherzi a parte, è evidente che questo parametro è del tutto opinabile anche se, come regola generale, è meglio preparare poco colore per voltaperchè ha la tendenza ad asciugarsi in fretta.

2) Sempre con l'aiuto della spatola suddividete il colore indue mucchietti delle stesse dimensioni

3) Prelevate dal flacone l'essenza grassa e posatela sulla piastrella accanto al colore (alcuni flaconi sono provvisti di dosatore, in caso contrario usate ancora la spatola). La quantità di essenza grassadev'essere equivalente a quella di un solo mucchietto di colore

4) Impastate il colore, muovendo la spatola sia in senso circolare che dall'alto verso il basso, cercando di schiacciare tutti i grumi di polvere

5) Aggiungete alcune gocce di trementina per fluidificare il colore: la quantità dipende, in questo caso, dal tipo di decoro da eseguire (approfondiremo l'argomento in un prossimo intervento)

6) Se volete mantenere fluido più a lungo il colore potete sostituire del tutto o in parte la trementina con essenza di lavanda.

© Rossana Radaelli-

Miscele di essenze e colori





Parlando dell'impasto dei colori nelle tecniche tradizionali vi avevo accennato alla necessità di adattare la consistenza del colore al tipo di decoro da realizzare. Vediamo ora in dettaglio la miscele base, le sue varianti e le rispettive possibilità d'impiego.

Miscela di base
Ingredienti: 2 parti di colore+1 parte di essenza grassa+trementina q.b.Aggiungendo poca trementina si ottiene un impasto cremoso che è adatto alla realizzazione dei decori a piccole pennellate, come sono ad esempio i fiordalisi in stile Limoges e, in generale, tutti i fiori dipinti a mano libera (non-ti-scordar-di-me, roselline, violette, etc.)
Aggiungendo invece abbondante trementina si ottiene un colore più fluido che è indicato per i lavori di tamponato e per il riempimento delle aree circoscritte dal delineo (tenendo presente comunque che la rapidità d'asciugatura presuppone una certa abilità nel tirare il colore!)

Miscela alla lavanda
Ingredienti: 2 parti di colore+1 parte di essenza grassa+lavanda q.b.
Usando l'essenza di lavanda in alternativa alla trementina si ottiene la mescolanza ideale per colorare l'interno di un decoro a pennino perchè il colore mantiene la sua fluidità più a lungo facilitando la stesura.
Usando la lavanda in aggiunta alla trementina, indipendentemente dalla consistenza dell'impasto, si rallenta comunque l'asciugatura del colore e vengono agevolati tutti i decori su superfici estese.

Miscela alla copaivaIngredienti: 3 parti di colore+1 parte di olio di copaiva+lavanda q.b.L'olio di copaiva è entrato nell'uso dei ceramisti europei da poco più di vent'anni ma non è ancora riuscito ad imporsi, forse perchè i vantaggi che vanta nei confronti della tradizionale essenza grassa (è inodore, meno denso e più facile da impastare) non sono tali da giustificare il costo più elevato...e poi, ammettiamolo: le abitudini sono difficili da cambiare! Non a caso il suo impiego più frequente, qui da noi, è nelle tecniche moderne, dove viene preferito all'olio molle o miscelato con esso, quasi a voler significare che con la tradizionale pittura su porcellana non ha niente a che vedere!
(fonte Rossana Radaelli)

i colori


Colori in polvere
In realtà si tratta di ossidi di metalli; i verdi e i blu hanno derivazione dal rame, i rossi dal ferro, i violetti, i porpora e i rosa, niente meno che dall'oro! Da queste origini differenti, deriva la varietà dei prezzi e a volte la differente temperatura di cottura.
Per questo motivo a volte, sono necessarie duo o più cotture

I colori in polvere sono i più usati grazie alla loro flessibilità d'impiego: miscelati con il medium opportuno sono infatti compatibili con qualsiasi tecnica di   decorazione a terzo fuoco
Si presentano confezionati in bustine o vasetti a grammatura variabile (lo standard per gli hobbisti è il barattolino da 10 grammi) e prima di essere usati devono essere impastati con il medium, una sostanza liquida o semiliquida, che rendendo fluido il colore ne permette la stesura a pennello.
Questo spiega perchè sono giudicati colori di qualità migliore quelli che garantiscono un maggior grado di macinatura della polvere: amalgamandosi meglio con il medium si possono stendere con minor difficoltà.

Nei colorifici o nei negozi di belle arti si trovano generalmente colori confezionati in fabbrica e di marche più o meno note; i prezzi possono variare dai 2-3 euro per vasetto dei colori meno pregiati ai 9-10 euro dei colori a base aurea.

Quali colori per iniziare ?

Resistiamo alla tentazione di acquistare tutte le tinte che ci piacciono: meglio un assortimento di base limitato ai colori che useremo di più.
Certo sarebbe bello potersi permettere di scegliere tra tante tonalità, e non si correrebbe il rischio di errori di miscelazione dovuti ad incompatibilità chimica ...sarebbe bello ma anche molto dispendioso!
Limitiamo dunque l'acquisto a quei colori che più spesso entrano in gioco nella pittura classica a tema floreale o paesaggistico.

Direi che l'assortimento ideale deve comprendere:
  • Due tonalità di giallo
  • Due tonalità di rosso
  • Un arancione (che non può essere ottenuto in mescolanza)
  • Due tonalità di rosa-viola
  • Due tonalità di azzurro-blu
  • Due tonalità di verde
  • Il nero e il bruno



meglio fare i primi esperimenti con poche tinte per capire come rendono dopo la cottura. Solo quando avremo imparato a dosare i primi colori saremo in grado di ampliare la nostra gamma! Vediamo allora come potrebbe essere costituita la tavolozza ideale:


giallo chiaro
Giallo Chiaro, se lo preferite nelle varianti Canarino, più brillante, e Limone, virante al verde. Può essere mescolato con quasi tutti gli altri colori ad eccezione del Rosso.
giallo scuro
Giallo Scuro, chiamato da taluni Giallo Oro da talaltri Giallo Grano; anch'esso non va mischiato con il Rosso ma si usa spesso per schiarire il Bruno Scuro.
aragosta
Aragosta: è la tonalità che con i colori a tempera si otterrebbe mescolando due parti di giallo con una di rosso ed una punta di marrone, visto che la miscela è improponibile con i colori a terzo fuoco meglio acquistare il colore pronto!
bruno scuro
Bruno Scuro, cioè un marrone molto carico che è da preferire agli altri bruni per la maggiore versatilità: può essere schiarito col giallo ed essere usato in alternativa al nero con un effetto più delicato.
rosso fiore
Rosso Fiore, che è un rosso chiaro aranciato, sensibile alle alte temperature (sopra i 750° brucia virando verso il beige) e che può essere mischiato solo con il Rosso Sangue.
rosso sangue
Rosso Sangue, chiamato anche Rosso Pompeiano o Rosso Pompadour, è il tono di rosso più acceso disponibile tra i colori da terzo fuoco.
rosa
Rosa: esistono numerose varietà di rosa, tutte piuttosto difficili da stendere per la consistenza un po' granulosa.
porpora
Porpora, colore ad alto contenuto aureo (il che rende ragione del prezzo elevato!) disponibile in varie sfumature: meglio scegliere le più scure che potranno comunque essere schiarite col rosa e che, se aggiunte al blu renderanno superfluo l'acquisto del viola. Anche il porpora è un colore difficile da stendere.
turchese
Turchese, è una tonalità d'azzurro molto versatile, riproduce al meglio il colore del cielo e del mare nei paesaggi ma anche quello dei non-ti-scordar-di-me nei decori tradizionali.
blu
Blu nelle varietà Blu Reale, Blu di Sevres, Blu di Cobalto (che pur con nomi diversi hanno un aspetto molto simile fra loro) è un colore di facile stesura e che viene spesso mescolato con i porpora o i verdi per arricchirli di sfumature.
verde
Verde, è uno dei colori più usati ma, grazie alla possibilità di schiarirlo con il giallo e scurirlo con il marrone o il blu, non serve acquistarlo in molte varietà di toni: un paio basteranno.
nero
Nero, che può essere usato per delineare, tratteggiare, scurire, punteggiare e...firmare il lavoro!
E il Bianco? Benchè alcune case produttrici di colori per terzo fuoco abbiano in catalogo anche il bianco, il cui uso viene consigliato per schiarire le altre tinte, è consuetudine della pittura su porcellana che gli effetti di luce siano ottenuti sfruttando il biancore di fondo del supporto da dipingere.Un caso diverso è rappresentato dal Bianco Rilievo, una polvere bianca usata, da sola o miscelata ad altre tinte, per creare uno spessore nel decoro.


Il delacco

Non è un medium e non è un solvente, merita quindi una trattazione a parte anche perchè il suo impiego, se pure limitato alle tecniche di tamponatura, è davvero indispensabile per la buona riuscita del lavoro

Quando si ha la necessità di eseguire un fondo tamponato solo su alcune parti dell'oggetto in porcellana è inutile illudersi di poterlo fare senza una preparazione del pezzo: il tampone, anche se di piccole dimensioni, non è "governabile" come un pennello e rischieremmo di macchiare il decoro con una conseguente perdita di tempo per la ripulitura e la possibilità di un lavoro impreciso.

Il delacco è un liquido denso e "colloso" che si stende con il pennello sulle zone che non devono essere colorate; asciugandosi forma una pellicola protettiva sulla porcellana impedendo l'attecchimento del colore. Al termine della tamponatura, quando il colore non si è ancora seccato, si asporta delicatamente la pellicola con una pinzetta da manicure e.....le zone coperte sono rimaste bianche e pulite, senza sbavature! Molto utile, vero?!

In commercio troverete delacco in più colori, anche se quelli più comuni sono il rosso ed il blu: dal punto di vista pratico sono equivalenti. Il colore serve solo a facilitarne la stesura: se il liquido fosse trasparente non vedremmo il limite esatto della mascheratura!

Il delacco è diluibile con acqua comune, ma non vi conviene allungarlo se non nel caso che, col tempo, si sia addensato al punto da non riuscire a stenderlo. Se infatti il delacco è molto liquido, forma una pellicola troppo sottile che non protegge adeguatamente la superficie ceramica ed è anche più difficile da asportare, con il rischio di rovinare il lavoro.

A lungo andare il delacco rovina le setole dei pennelli, quindi conviene usare pennelli poco pregiati e ricordarsi di lavarli subito dopo l'uso, prima che si secchino e siano irrimediabilmente perduti, con acqua e sapone da bucato.

Il bianco a rilievo


Sembra un normale colore in polvere da terzo fuoco ma è un prodotto del tutto particolare, che si presta a svariati utilizzi in tecniche diverse

Il bianco rilievo si presenta sotto forma di polvere dal colore bianco-avorio e viene di solito venduto in confezioni praticamente indistinguibili da quelle dei colori da terzo fuoco, i classici barattolini da 10 grammi.
Nonostante ciò non va scambiato per una semplice tinta poichè, a differenza di quest'ultima, permette di ottenere effetti tridimensionali -anche notevoli!- sulla superficie ceramica senza sfaldarsi dopo la cottura.


Esso viene usato impastandolo con olio di copaiva fino ad ottenere un composto gessoso, che si avrà l'accortezza di mantenere più denso nel caso che lo si voglia applicare a spatola, e più fluido se lo si desidera stendere a pennello.


Il bianco rilievo trova il suo impiego ideale nella tecnica scandinava, dove viene sfruttato, oltre che per ottenere l'effetto di rilievo già menzionato, anche come materiale di ancoraggio per fritte di vetro, sabbia marina e pietre dure che, inglobate nell'impasto, vengono così fissate, tramite cottura, all'oggetto in porcellana.


In commercio dovreste poter trovare due tipi di prodotto: il bianco rilievo propriamente detto ed il bianco rilievo alto che, come fa intendere il nome, è la variante più adatta ad ottenere i decori a spessore consistente. Solitamente però solo i negozi più forniti hanno tutti e due i tipi di polvere.


Una volta cotto, con temperatura intorno agli 800°, il decoro ottenuto con il rilievo può essere colorato con tutti colori da terzo fuoco, con i lustri e con l'oro, ottenendosi così effetti molto particolari, che vengono sapientemente utilizzati daigli esperti di tecnica scandinava per la realizzazione di vere opere d'arte!


I lustri metallici



Sono colori speciali che permettono di ottenere riflessi iridescenti sulla porcellana

I lustri metallici sono stati "scoperti" dai ceramisti in tempi relativamente recenti e trovano la loro principale applicazione nella Tecnica Scandinava, metodica moderna per eccellenza. Tuttavia rappresentano, a mio avviso, una ragionevole ed economica alternativa all'oro e ad altri metalli preziosi consentendoci di ottenere effetti luminosi che possono ravvivare anche i decori eseguiti con le tecniche tradizionali.


Composti a base metallica, come buona parte dei colori da terzo fuoco, i lustri si presentano pronti all'uso perchè il pigmento è disciolto in uno speciale medium. Lo svantaggio della forma liquida è però la tendenza all'evaporazione che, se non viene adeguatamente contrastata con contenitori di piccole dimensioni e a tenuta ermetica, causa la rapida essicazione del prodotto.


I lustri si applicano a pennello, tirando bene il colore in uno strato sottile perchè una stesura disomogenea e grossolana potrebbe provocare la comparsa di macchie dopo la cottura.
Eventuali sbavature si possono invece correggere con la gomma per oro oppure utilizzando un cotton-fioc imbevuto di antiruggine.


Le tinte disponibili sono molte e generalmente non miscelabili fra loro; per ottenere tinte più chiare è comunque possibile allungare il lustro con l'apposito diluente per lustri, che servirà anche per la pulizia dei pennelli.
E' poi da tener presente l'incompatibilità chimica dei lustri con i normali colori da terzo fuoco, che costringe all'adozione di cotture separate qualora il decoro preveda l'uso di entrambi i materiali.


Come l'oro e gli altri metalli liquidi, anche i lustri sono piuttosto delicati e richiedono temperature di cottura più basse rispetto a quelle impiegate per le polveri, sotto gli 800°, in forni provvisti di sfiatatoio per l'ottimale evaporazione della componente liquida.

Metalli preziosi

S.Todeschini - corori a 3° fuoco su porcellana e oro zecchino in 4° cottura. 2001

 


Materiale di per sè già pregiato, la porcellana può essere resa ancor più preziosa con le decorazioni che impiegano i metalli nobili, oro, argento e platino

Esistono in commercio colori in polvere che riproducono tutte le sfumature dei vari metalli, si tratta però di comuni colori da terzo fuoco per il cui uso si può tener presente le regole generali di preparazione dell'impasto già trattate in altri articoli.


Quando invece si parla della decorazione con metalli preziosi s'intende l'impiego di composti che contengono realmente percentuali più o meno alte di metalli nobili, i quali vengono amalgamati con i medium più opportuni e quindi applicati sulla porcellana.


Anche se vi capiterà sicuramente d'imbattervi in lavorazioni che ricorrono all'argento o al platino, usati soprattutto nella tecnica scandinava, la tradizione vuole che sia l'oro il sovrano incontrastato di tutta questa "nobiltà".
In commercio troverete essenzialmente due tipi di prodotti a base d'oro, l'oro lucido e l'oro opaco, che si presentano come liquidi molto scuri confezionati in minuscole (dato il costo!) boccettine di vetro.


L'oro lucido è tra i due il meno pregiato perchè contiene una bassa percentuale di oro, (che arriva al massimo intorno al 20%) ed è sciolto in un medium a base di zolfo. Sopporta temperature sino a 800° e dopo la cottura si presenta lucido e brillante, non richiedendo ulteriori lavorazioni.


L'oro opaco, chiamato anche oro zecchino, è più prezioso del precedente perchè la percentuale di metallo nobile, sciolto in questo caso in un solvente a base di trementina, può arrivare fino al 40%. Dopo la cottura, che avviene a temperature comprese tra 700° e 800°, deve essere sottoposto alla lucidatura ma il suo aspetto non diviene mai brillante come quello dell'oro lucido. Per contro la sua resistenza all'usura è maggiore, grazie anche alla possibilità di stenderlo in uno spessore più elevato.


Esiste poi una terza varietà di oro, l' oro in polvere o oro massiccio, che probabilmente non vi capiterà mai d'usare ma che è giusto citare per completezza d'informazione. Si tratta di polvere d'oro mescolata con un legante nella percentuale dell'80%: è costosissima ed è utilizzata solo per lavorazioni di grande pregio, miscelandola manualmente con essenza grassa e trementina.


S.Todeschini - colori a 3° fuoco con applicazione di oro zecchino e 4° cottura - 2000


essenze



Barattoli, flaconi, boccettine.....i liquidi da usare nella pittura su porcellana sono tanti: impariamo a distinguerli fra loro.


Prima di tutto diciamo che quando si parla di medium s'intendono tutte quelle sostanze liquide o semiliquide che servono ad impastare il colore in polvere, per fluidificarlo e poterlo stendere con il pennello.
A seconda della tecnica praticata si sceglierà un diverso tipo di medium: essenza grassa e lavanda sono impiegate nelle tecniche tradizionali, la copaiva nelle tecniche moderne, l'olio molle nella pittura impressionista, l'olio all'anice nel decoro a pennino...

Quando invece si parla di solvente ci si riferisce ad una sostanza in grado di sciogliere il colore già impastato e che serve soprattutto nelle operazioni di pulizia dei pennelli e degli attrezzi.

Attenzione però: la distinzione appena fatta tra medium e solventi ha una valenza pratica che non sempre trova riscontro nella natura chimica delle sostanze in gioco, che possono di volta in volta essere assegnate all'uno o all'altro gruppo a seconda dell'uso che se ne fa.

Un principio da tener presente è questo: di norma tutti i solventi possono essere usati come medium, mentre non è sempre vero il contrario!

Per non rischiare di commettere errori, è bene disporre di tutti i materiali di base indispensabili...però i medium e i solventi che si usano nella pittura su porcellana sono talmente tanti che sarebbe dispendioso acquistarli tutti insieme!
Ecco perchè sarà saggio decidere prima di tutto quale tecnica si voglia affrontare e, di conseguenza, procurarsi solo i medium strettamente necessari.
Eccovi comunque l'elenco completo:

Essenza di trementina - Liquido ambrato dal caratteristico odore, ottenuto dalla distillazione di resine vegetali e usato soprattutto come solvente, per la pulizia di pennelli e attrezzi, ma anche per diluire il colore nelle tecniche tradizionali.
Essenza grassa - L'essenza di trementina lasciata all'aria tende a concentrarsi in una sostanza oleosa, l'essenza grassa, che è impiegata come medium per impastare il colore in polvere nella tecnica di pittura tradizionale.
Essenza di lavanda - Liquido profumato di origine vegetale che, aggiunto al colore impastato con essenza grassa, ne rallenta l'essicazione facilitandone la stesura. Trova l'impiego ideale nelle tecniche di tamponato.
Olio di copaiva - Estratto da una pianta medicinale è usato in alternativa al binomio "essenza grassa+lavanda" nelle tecniche tradizionali perchè è un medium che asciuga molto lentamente.
Olio molle - Anch'esso di origine vegetale è il protagonista assoluto delle tecniche impressionista e square shaders, dove viene utilizzato tanto come medium che come solvente. Il colore impastato con olio molle non asciuga mai -se non con la cottura!- permettendo il ritocco del decoro anche a distanza di molto tempo.
Olio di garofano - E' una "sciccheria" (visto il costo!) che taluni decoratori si permettono come alternativa all'essenza di lavanda: è un estratto vegetale che rallenta l'essicazione del colore.
Olio di anice - Chiamato anche olio da delineo identificandone così l'impiego principale che si attua nelle tecniche di decoro a pennino, perchè permette di diluire il colore fino a fargli assumere la consistenza di un inchiostro.
Medium all'acqua - Si tratta, come chiarisce il nome, di un prodotto idrosolubile che potrebbe sostituire i medium tradizionali con il vantaggio di richiedere solo acqua come diluente. In realtà non è molto diffuso ed è utilizzato quasi esclusivamente nei casi d'intolleranza soggettiva agli altri medium .
Diluente per oro - Come specifica il suo nome è un solvete utilizzato per fluidificare l'oro liquido senza alterarlo e per pulire i pennelli dopo la doratura.
Diluente per lustri - Come l'oro anche i lustri rischiano di rovinarsi se mescolati con altre sostanze, quindi volendo allungarli dobbiamo usare un composto specifico.
Alcool - In realtà non è nè un medium nè un solvente ma l'ho aggiunto all'elenco perchè è il pulitore universale di tutti i decoratori: serve a sgrassare le superfici ceramiche prima della pittura, a pulire gli attrezzi e il piano di lavoro, a togliere le macchie di colore dalle mani.....insomma non può mancare nel vostro corredo d'artisti!

quali pennelli ?



Pennello tondo a punta fine
Pennello molto versatile, impiegato soprattutto nelle tecniche tradizionali dove si sceglie in pelo di martora per la pittura vera e propria e in materiale sintetico per la stesura del delacco o dei lustri metallici. Le misure più usate sono quelle intermedia, dal 2 al 6
Pennello tondo a punta bombata
E' il pennello utilizzato per "tirare" e sfumare il colore nelle tecniche tradizionali. Può essere un comune pennello in pelo di bue, nella misura 12 e oltre, oppure il cosiddetto bombasino, un pennello molto gonfio in pelo di capra, prodotto espressamente per la decorazione ceramica
Pennello piatto corto
E' il pennello d'elezione nelle tecniche impressioniste e square shaders, dove si predilige il pelo di vaio perché molto fine ed elastico
Pennello piatto lungo
Può essere utilizzato sia nelle tecniche tradizionali che in quelle moderne per la stesura dei fondi perché permette di riempire più velocemente l'area da colorare
Pennello scroller
Chiamato anche liner, è un pennello dalle setole allungate e appuntite, generalmente in pelo sintetico che viene usato per rifinire i dettagli nelle tecniche impressioniste. Nelle tecniche tradizionali non è indispensabile perché il pennello tondo a punta fine lo può sostituire
Pennello filettatore
Come chiarisce il nome è un pennello usato per filettare, ovvero realizzare linee decorative continue sul bordo di un piatto o sulla circonferenza di un vaso. E' realizzato con setole lunghissime per permettere di ottenere un tratto molto esteso evitando gli stacchi per la ricarica del colore
Pennello stippler o a zoccolo
E' di produzione recente ed è chiamato così perché la sua forma ricorda quella di uno zoccolo di cavallo, viene utilizzato per tamponare il colore e per ottenere effetti di tramatura rustica
Pennello a ventaglio
Formato da uno strato abbastanza sottile di setole disposte a ventaglio è impiegato prevalentemente da chi si diletta a dipingere paesaggi perché permette di riprodurre effetti di fogliame molto realistici



corso di decorazione a 3° fuoco


CORSO  DI  DECORAZIONE  SU  PORCELLANA  A  3° FUOCO

Silvia Todeschini

Descrizione
Il corso si prefigge di trasmettere ai partecipanti le nozioni teoriche e le procedure pratiche per la realizzazione in autonomia di decorazioni e dipinti su porcellana bianca, con l’uso di colori ed essenze, proprie delle tecniche dette a 3° fuoco o soprasmalto.

L’apprendimento di queste abilità accessibili a tutti,  permetterà ai partecipanti di poter personalizzare con le proprie mani e il proprio gusto, oggetti unici per svariati utilizzi.

La cottura finale delle opere renderà indelebile il percorso formativo che, in un’alchimia di colori ed essenze, avrà costituito un piacevole e creativo momento di relax.

Contenuti del corso
Ø  Nel corso verranno illustrate le tipologie dei materiali da decorare, in riferimento alla  fase finale di cottura a 3° fuoco che avverrà sopra la vetrinatura (soprasmalto), per mezzo di un apposito forno. 

Ø  Molta attenzione verrà posta alla descrizione e alla sperimentazione di pennelli, colori ed essenze e all’uso consapevole e rigoroso di queste ultime, al fine di pervenire a risultati ottimali.

Ø  Attraverso la sperimentazione su oggetti comuni (piastrelle),  si cercherà di far acquisire il giusto rapporto fra la pennellata e gli effetti ottenuti dalla sua pressione o scivolamento, inizialmente su superfici piane e in seguito su oggetti di varie forme.

Ø  Poiché per questa attività decorativa è fondamentale il rispetto e il rigore dei materiali, si insisterà sulle procedure di preparazione e sulle regole ineludibili di pulizia del lavoro e dell’ambiente in cui si opera.

Ø  Inizialmente si sperimenterà la costruzione di semplici motivi floreali, per passare successivamente alla decorazione di elementi (animali, vegetali e paesaggistici) più complessi.

Ø  Verrà illustrata la tecnica del “tamponato” per ottenere effetti sfumati, dell’olio molle per elaborati che necessitano di lunghi tempi di lavorazione, della torniella per la realizzazione di bordure, del delineo, del delacco ed eventualmente (se di interesse), verra’ presentata la tecnica scandinava, che prevede l’uso di lustri e materiali diversi.

Ø  Il corso si propone di promuovere metodo, tecnica, abilità manuale e allenamento. Tutte queste capacità, si ottengono sviluppando delle doti che per alcuni soggetti possono essere innate e per altri dovranno essere acquisite. Ma per tutti è possibile pervenire a buoni risultati.

Tempi del corso

Normalmente, per lezioni di due ore settimanali su piccoli gruppi (sei persone), sono necessari due mesi per acquisire le necessarie competenze teorico-pratiche, utili alla decorazione autonoma.  Spesso, le progettualità degli ex-corsisti, richiedono un’assistenza che li sostenga nei loro lavori e le persone che iniziano questa attività manifestano il desiderio di continuare a decorare insieme.

Modalita’ del corso e materiali

Il materiale d’uso generale, necessario alle prime lezioni del corso, sarà messo a disposizione dalla docente e successivamente ogni partecipante provvederà  al proprio occorrente personale.
Per iniziare saranno predisposti:
colori base, essenze di trementina, di lavanda, medium (essenza grassa), olio molle, alcool, matita grassa, pennini, spatole, piastrelle,  tavolozze e barattoli in vetro, scottex e tovaglia plastificata. Per la conservazione dei materiali e degli elaborati durante il resto della settimana, è utile la disponibilità di un armadio dotato di chiave.

Sarà inoltre a disposizione del corso, per le cotture degli oggetti, il forno apposito di proprietà della docente. In riferimento alla volatilità delle decorazioni non cotte, si rende necessario trasferire il forno nel locale del corso.  Quando il forno sarà sufficientemente riempito, si procederà alla cottura che avrà inizio alla fine della serata, con stacco automatico durante la notte. Sarà premura della docente scaricarlo l’indomani o successivamente.
Ogni partecipante dovrà procurarsi
per la prima lezione un pennello di martora del n. 8



  Silvia Todeschini




buon lavoro!


Lucy

come fare


Decorare la porcellana a 3° fuoco:  alchimia di metalli ed essenze


Questo tipo di decorazione detta anche "sopra vetrina" si ottiene applicando i colori sull'oggetto già "cristallinato" (lucido) e quindi già sottoposto a due precedenti cotture;
dopo la decorazione l'oggetto sarà sottoposto ad una successiva cottura (o più) ad una temperatura media di 760°C / 780°C. (ogni colore ha una sua ottimale temperatura di vetrificazione)
Per questo viene preferita la porcellana, che ha un grado di durezza e resistenza alle temperature più alto rispetto alla meno nobile e più giallognola ceramica.

I colori usati sono essenzialmente degli ossidi metallici con aggiunta di un fondente (essenza grassa) e si presentano come polveri da miscelare con resine e olii in buona parte ottenuti dalla distillazione di vegetali (trementina, lavanda, copaiba, ecc.).
Decorare sulla porcellana richiede una mano ferma e precisa. La precisione è una virtù fondamentale da acquisire.

Regole importanti:
  • Alcuni colori sono incompatibili e non possono essere mescolati insieme:
    ad esempio non si mescolano mai i rossi e i marroni con il giallo, poiché in cottura i primi tenderanno a scomparire.
  • Per effettuare un corretto uso dei pennelli e dei colori è basilare capire l’importanza del rapporto fra la pennellata e gli effetti ottenuti dalla sua pressione o scivolamento. I colori costano molto, così come i pennelli. E’ fondamentale infatti usare solo quelli di ottima morbidezza e qualità.
  • Decorare la porcellana può essere affascinate per i risultati ottenuti , ma occorre impegno e tenacia. Chiunque puo’ ottenere dei discreti successi.
  • Dipingere su una base liscia e su oggetti di varie forme, non è così semplice come può apparire ad un occhio superficiale. Occorrono  metodo, tecnica, abilità manuale e allenamento.
    Tutte queste capacità, si ottengono sviluppando delle doti che per alcuni soggetti possono essere innate e per altri dovranno essere acquisite.

Rispetto e rigore dei materiali
  • Un elemento fondamentale da rispettare, deve essere sempre e comunque la pulizia;
    la perfetta pulizia degli oggetti usati e l’ordine nel riporli.
  • La pulizia risulta essere fondamentale perché in cottura i colori possono subire modificazioni. Se, per scarsa igiene si lascia il lavoro esposto alla polvere, dovrà essere cancellato, perché non sarà più possibile eliminarla. Diversamente i suoi residui brucerebbero durante la cottura e lascerebbero scoperte delle parti bianche di porcellana, rovinando il lavoro.
  • E’ fondamentale usare i pennelli in modo corretto.
Come si fa
  1. Il disegno, se necessario, si esegue con un’apposita matita grassa, dopo aver pulito bene la porcellana con alcool.
  2. Esistono molte tonalità di colori, ma hanno uno svantaggio: costano molto !
    Un corretto uso implica un costante dosaggio per evitare gli sprechi.
    Dosare la preziosa polverina colorata nella quantità idonea all’esecuzione del lavoro, risulta essere il miglior metodo.
    I colori vanno presi con la punta di una spatolina flessibile, dagli appositi barattoli e
    posizionati a mucchietti sopra una lastra di porcellana o di vetro.
  3. La funzione dell’essenza grassa risulta essere di fondamentale importanza per effettuare il decoro .
    Essa viene utilizzata mescolandola nella giusta misura insieme al colore e, a seconda dei casi, all’essenza pura di trementina, o di lavanda (asciuga più lentamente), o altro.
    Non bisogna mai eccedere nella quantità perché essa risulta “ingrassare” in modo eccessivo il preparato, producendo una miscela finale inutilizzabile.
  4. I dipinti su porcellana a 3° fuoco, sono destinati a fissarsi indelebilmente nel tempo, penetrando sotto la vetrinatura della porcellana. Quindi sono assolutamente sicuri anche per la consumazione dei cibi (è il caso di piatti e stoviglie), per i lavaggi in acqua bollente o lavastoviglie. Solo la rottura della porcellana comporterà la fine dell’esistenza del dipinto. Per fissare il colore però, occorre cuocere i colori a 780°circa.
    La cottura è fondamentale e i risultati ottenuti sono a volte sorprendenti e molto diversi dalle nostre aspettative.
  5. La cottura avviene in un forno per porcellana e ceramica.
    La cottura si effettua per gradi e lentamente nel giro di 7 o 8 ore.
    Generalmente si cuoce la sera, per provvedere al raffreddamento, ancor più graduale,  durante l’intera notte e la mattinata successiva.
  6. L’oro usato per bordi e ghirlande è oro zecchino in polvere finissima,  miscelato ad un composto che lo rende fluido per la stesura a pennello. Può essere a 32 o a 24 carati  e necessita di una cottura successiva  a temperatura più bassa.
  7. I lustri sono anch’essi derivati da metalli. Non si mescolano ai colori e necessitano di un apposito diluente. Cuociono alla temperatura dell’oro. Sono usati, insieme ad altri materiali, nella tecnica scandinava. 

Se desiderate cimentarvi in quest’entusiasmante alchimia, sarò lieta di illustrarvi    tutti i segreti.  Buon lavoro !