rondini

rondini
S.Todeschini - colori a 3° fuoco su porcellana - 1990

martedì 10 dicembre 2013

ANTONIO STOPPANI


S.Todeschini - penna su carta da spolvero - novembre 2013

ALESSANDRO MANZONI



S.Todeschini - penna su carta - dicembre 2013

RENZO E LUCIA


S.Todeschini - ottobre 2013 - penna su carta da spolvero

REVIVAL - PROGETTO MURALE 1981


Progetto del 1981 per un murale da realizzarsi sulla parete esterna del Centro Sociale di Germanedo - Lecco - (lato via Eremo). S.Todeschini 1981



Il murale non fu realizzato, poiché il Comune di Lecco non ne autorizzò l'esecuzione.


REVIVAL - IL MURALE DEL 1979


Quartiere Lecchese di Germanedo - Murale realizzato nel Natale 1979 su due pareti di un rustico privato, demolito alcuni anni dopo (il rustico...e quindi anche il murale!).
S.Todeschini 1979 - 
Si ringraziano gli abitanti di Germanedo che hanno collaborato alla realizzazione. 

giovedì 21 marzo 2013

Primavera


S.Todeschini - colori a 3° fuoco su porcellana con oro zecchino in 4° cottura - 1994

mercoledì 5 dicembre 2012

martedì 4 dicembre 2012

giovedì 4 ottobre 2012

venerdì 28 settembre 2012

Autunno





S.Todeschini - colori e lustri metallici su porcellana (tecnica scandinava) - 1988

martedì 18 settembre 2012

martedì 14 agosto 2012

mercoledì 8 agosto 2012

giovedì 26 luglio 2012

estate




S.Todeschini - colori a 3° fuoco su porcellana - 2011



S.Todeschini - colori a 3° fuoco su ceramica - 1998

cincia mora








S.Todeschini - colori a 3° fuoco su ceramica - 1998

martedì 24 luglio 2012

Grignetta - particolare


S.Todeschini - colori a 3° fuoco su porcellana - 1992

Grignetta


S.Todeschini - colori a 3° fuoco su porcellana - 1992

il lago - particolare


S.Todeschini - colori a 3° fuoco su ceramica - 1998

svasso


S.Todeschini - colori a 3° fuoco su ceramica - 1998

il lago - particolare


S.Todeschini - colori a 3° fuoco su ceramica - 1998

il lago


S.Todeschini - colori a 3° fuoco su ceramica - 1998

colori e oro


S.Todeschini - colori a 3° fuoco con oro zecchino in 4° cottura - 1991

Il forno per la cottura





L’oggetto dipinto, una volta cotto, è assolutamente idoneo agli alimenti (se è un piatto);
si può tranquillamente lavare con acqua bollente, si può macchiare quanto si vuole,
ma il colore resterà indelebile nel tempo.
Solo la rottura della porcellana comporterà la fine dell’esistenza dell’oggetto

La cottura  in un forno per porcellana e ceramica, 
avviene per gradi e lentamente dalla temperatura ambiente a  750° - 800° nel giro di 7 o 8 ore.



Generalmente si cuoce la notte per provvedere al raffreddamento nella mattinata, che deve avvenire per altre 5, 6 ore. Il forno va aperto gradualmente, solo quando è assolutamente freddo.



Il forno può essere di varie grandezze e di vari tipi, ma deve sempre essere mantenuto molto pulito.


All'interno del forno, gli oggetti in porcellana dipinta, non devono mai toccarsi. A tal fine sono utilizzate colonnine, piani e distanziatori in materiale refrattario.







Video lezioni con la tecnica dell'olio molle

Olio molle


S.Todeschini - colori a 3° fuoco su porcellana - 2011

Dipingere ad olio molle: la stesura del fondo


La pittura ad olio molle su porcellana è una tecnica relativamente recente e forse non tutti sanno che la metodica esecutiva è molto differente da quella impiegata nelle tecniche tradizionali
Non si tratta infatti di usare semplicemente un medium diverso ma di procedere al decoro atraverso tappe diverse, che sono condizionate proprio dal mezzo impiegato e sono determinanti per la riuscita del lavoro. A dispetto dunque dell'apparente spontaneità del risultato finale, anche questo tipo di pittura, come tutte le tecniche di decorazione su porcellana, richiede una accurata pianificazione teorica per essere messa in pratica!
Il primo ostacolo che si trova ad affrontare il neofita dell'olio molle, e questo vale anche per chi abbia alle spalle una precedente esperienza di decorazione tradizionale, è la maggiore difficoltà a far aderire il colore sulla superficie ceramica a causa delle proprietà intrinsiche del medium che rendono più scivoloso l'impasto. A ciò si rimedia con la stesura di un fondo di base in tinta neutra che facilita l'attecchimento delle successive pennellate del decoro: solitamente si usa il color avorio che non ha incompatibilità chimica con le altre tinte e non ne compromette il risultato cromatico.
Anche il modo di stendere il fondo deve seguire una precisa metodica: dopo aver abbozzato il disegno con la matita vetrografica, se ne riempie tutta la superficie di contorno con l'avorio, che va steso con pennellate corte e incrociate, a pressione diversificata. Ad una prima serie di tocchi piatti -con pennello appoggiato per i suoi due terzi- che hanno il compito di depositare il colore, fa seguito, la spolveratura, che serve ad uniformare il colore e che viene eseguita con passaggi trasversali della punta del pennello, impugnato nella parte terminale del manico affinché il tocco sia più leggero. Alcuni decoratori sono soliti definire questo duplice movimento incrociato come effetto trama-ordito perchè ricorda l'incrociarsi dei fili in un tessuto.
Dopo aver completato il riempimento del fondo sul contorno del disegno è necessario effettuare la stessa operazione per l'interno del decoro: in questo caso la procedura è la stessa e cambierà soltanto il colore impiegato, che sceglieremo di tinta analoga al decoro finale ma un po' più chiaro. Ne basterà una sola tonalità per i particolari meno rilevanti, ad esempio per le foglie in una composizione floreale, ne occorreranno invece almeno due varianti per gli elemeti più importanti del dipinto, ad esempio i fiori o i frutti: una tinta più chiara a riempire le zone in luce, l'altra più scura per le zone in ombra.


testo Rossana Radaelli

effetto tamponato


S.Todeschini - colori a 3° fuoco su porcellana - 2011

L'impasto del colore per il tamponato


Gli ingredienti sono gli stessi impiegati nella decorazione tradizionale, cambiano però le modalità di preparazione

Usereste il detersivo per stoviglie per sgrassare le piastrelle o, al contrario, il detergente per pavimenti per lavare i piatti? Certo che no! Eppure sono entrambi prodotti a base di sapone...
Lo stesso avviene nella pittura su porcellana, dove le diverse tecniche richiedono che il comune composto di base, il colore da terzo fuoco, venga miscelato in modo differente per adattarlo alle esigenze specifiche.

Nel caso della tamponatura, molto usata nella decorazione ceramica tradizionale, l'impiego della spugnetta in aggiunta o in alternativa al pennello richiede che l'impasto abbia due caratteristiche fondamentali: una migliore fluidità per facilitarne la stesura uniforme su ampie superfici, e asciugatura lenta per consentire il completamento del lavoro con maggiore tranquillità.

Cosa serve-Colore in polvere da terzo fuoco
-Essenza grassa
-Essenza di trementina
-Essenza di lavanda
-Piastrella e spatola

Procedimento
1) Preleviamo la polvere di colore e depositiamola sulla piastrella. La quantità dipende ovviamente dall'estensione della superficie da tamponare, però in questo caso è meglio abbondare perchè sarebbe davvero un disastro se il colore finisse a metà dell'opera: non avremmo il tempo di prepararne dell'altro prima che quello già steso sia asciugato!
2) Aggiungiamo l'essenza grassa nella proporzione di 1:2 (1 parte di essenza grassa ogni 2 parti di colore) e incominciamo ad impastare.
3) Ammorbidiamo l'impasto con qualche goccia di trementina, sufficiente ad ottenere un composto cremoso: fin qui l'impasto è lo stesso che prepareremmo per dipingere.
4) Aggiungiamo ora l'essenza di lavanda per fluidificare: la sua quantità dipende dal metodo di applicazione. Per la spugnatura è meglio che il colore sia di consistenza molto morbida, per la tamponatura deve essere semi-liquido.
Come in tutte le cose, basteranno un po' di esperimenti per trovare il dosaggio ideale.

testo -Rossana Radaelli-

l'incarnato del viso


S.Todeschini - colore a 3° fuoco con oro zecchino in 4° cottura - 1986

sfondi evanescenti

La situazione più frequente nella quale si ricorre alla tamponatura è quella della realizzazione dei fondi in tamponato che costituiscono ottime basi dalle quali far "emergere" il decoro tramite un pennello inumidito nella trementina:
Una comune occasione d'impiego della spugnatura è invece nelle aree delimitate dal delineo a pennino, dove può sostituire la coloritura "tirata" a pennello, rendendo più rapida l'esecuzione del lavoro:
Ed infine un uso combinato delle due tecniche: nel viso che vedete qui sotto l'incarnato è stato ottenuto con il tamponato e le sfumature con la spugnatura (è importante eseguire entrambe le operazioni sul colore ancora umido!)


Tamponato combinato a spugnatura


© Rossana Radaelli-